Adotta una persona senza fissa dimora
Sono ancora purtroppo molte le persone che, persa la casa, sopravvivono in strada in molte città italiane.
In sette anni la povertà assoluta in Italia è quasi triplicata e oggi un italiano su dieci soffre di povertà.
Sei milioni di persone sono lasciate sole e alla deriva e sono diventate talmente tante che non è facile aiutarle.
La ricerca condotta sulla povertà estrema, in convenzione tra ministero del Lavoro, la Federazione italiana degli organismi per le persone senza fissa dimora (Fio.Psd) e la Caritas, nel 2011 ha stabilito che in Italia erano presenti oltre 50.000 persone che vivevano in strada.
Il 7,5 % di loro non ha mai avuto una casa propria mentre oltre il 60 % di loro, prima di finire per strada, aveva una propria abitazione. Il restante del totale si suddivide equamente tra chi è passato per l’ospitalità di amici e/o parenti (15,8 %) e chi ha vissuto in istituti, strutture di detenzione o case di cura (13,2%).
Più di 6.000 persone vivono in strada a Milano e oltre 4.000 a Roma!
Molte di queste persone sono aiutate dalle organizzazioni non profit, presenti nel territorio, che si dedicano al loro recupero sociale; ma anche questa forma di aiuto è sempre più limitata dalla scarsità di risorse economiche che i comuni dedicano ai loro progetti sociali.
Per questo abbiamo pensato di dare alle persone di buona volontà l’opportunità di poter adottare una persona senza fissa dimora per aiutare il suo recupero sociale.
A fronte di un contributo di circa € 300/mese, Effatà potrà farsi carico di una persona senza fissa dimora in più, oltre quelle di cui già si occupa, offrendogli un letto e due pasti al giorno ed aiutandola in un suo percorso personalizzato verso un pieno reinserimento sociale.
Per questa adozione, visto l’impegno richiesto, è necessario contattare l’associazione e accordarsi con la segreteria. Chi sottoscrive questo contributo mensile, riceverà da Effatà tutti gli aggiornamenti sulla persona adottata e i suoi progressi verso un completo reinserimento sociale.
Il contributo richiesto coprirà le spese dell’alloggio, quelle per il suo vitto e le eventuali spese mediche se necessarie.
Ricordiamoci che queste persone fanno parte della società e nel fare del bene a loro, lo facciamo anche a noi stessi.