DONA IL TUO 5×1000 a Effatà-Apriti
Sai che puoi donare il tuo 5×1000 anche se non presenti la dichiarazione dei redditi?
INSERISCI NELLA TUA DICHIARAZIONE IL NOSTRO CODICE FISCALE
97104130154
Insieme al tuo modello CU, trovi una pagina dedicata alla SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL 5×1000 DELL’IRPEF.
Inserisci nel riquadro “Sostegno agli Enti del Terzo settore iscritti nel RUNTS…. e delle ONLUS iscritte all’anagrafe” il Codice Fiscale dell’Associazione Effatà-Apriti: 97104130154 e firma.
Lo stesso vale anche per chi fa la Dichiarazione dei Redditi, basta il nostro Codice Fiscale e la tua firma, così trasformerai il tuo 5×1000 in un aiuto concreto per chi ha bisogno.
GRAZIE PER IL TUO PREZIOSO SOSTEGNO!
“Amare ogni uomo come proprio fratello”
Porteremo sempre con noi questo tuo insegnamento, grazie Francesco!

Benvenuti nel sito di Effatà-Apriti
Effatà-Apriti accoglie persone senza fissa dimora o con problemi di grave emarginazione. Il gruppo dei volontari segue gli ospiti e lavora assieme a loro, accompagnandoli in un percorso di recupero della loro dignità, tramite l’alloggio temporaneo in co-housing, la cena del martedì, il centro diurno e l’assistenza nelle pratiche necessarie per un corretto reinserimento sociale.
Cosa facciamo
Cosa puoi fare tu
Diventa volontario!
Scegli un servizio dell’associazione che ti sentiresti di svolgere e potrai parlarne con i nostri volontari, anche fermandoti a pranzo o a cena con noi!
Ecco alcuni esempi di come puoi aiutarci:
- Vuoi provare la gioia di aiutare in prima persona uno dei nostri ospiti come Volontario della notte? Chiamaci per un incontro conoscitivo.
- Hai capacità di intrattenimento, abilità manuali o doti artistiche che saresti in grado di trasferire? Vediamoci subito presso il Centro Diurno!
- Ami la cucina? Abbiamo bisogno della tua passione per preparare le cene dei nostri Ospiti!
I senza fissa dimora
Il video “Io sono con #HomelessZero” di fio.PSD è distribuito con Licenza Creative Commons.
Nel 2013 le persone in situazione di grave emarginazione e deprivazione materiale mostra come in Italia il fenomeno interessi il 28,4% della popolazione, pari a circa 18 milioni di persone, valore di gran lunga superiore a quello medio comunitario pari al 10,2 %







